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Come Curare La Sinusite?

Come curare la sinusite – La terapia della sinusite prevede generalmente l’utilizzo di corticosteroidi e mucolitici assunti per via orale o via aerosol, in grado di esercitare un’azione decongestionante, abbinati a lavaggi nasali con soluzioni fisiologiche o ipertoniche,

Come curare la sinusite velocemente?

Liberare le vie respiratorie con lavaggi nasali o soluzioni saline acquistabili in farmacia. fare suffumigi con bicarbonato o oli essenziali per sciogliere il muco e alleviare il dolore al viso; una buona alternativa può essere anche il ricorso all’aerosol. idratarsi bevendo molti liquidi.

Come curare la sinusite fai da te?

Idratarsi correttamente – Uno dei rimedi naturali per la sinusite più efficaci consiste nel bere molta acqua, L’ideale è bere un bicchiere ogni una-due ore, fin dal momento del risveglio, così da favorire il risciacquo e il drenaggio dei seni paranasali e da mantenere idratate le mucose (più le mucose sono idratate e più risultato protette).

Quale farmaco usare per la sinusite?

Quali farmaci per la Sinusite? La sinusite (o rinosinusite) è un’infiammazione delle cavità nasali e dei seni paranasali che si può presentare in forma acuta, cronica o ricorrente. Sinusite acuta virale La sinusite virale acuta è una malattia autolimitata che si manifesta con starnuti, secrezione nasale (rinorrea), congestione nasale e mal di gola.

In genere i sintomi tendono a peggiorare fino al terzo giorno (picco dei sintomi) per poi regredire gradualmente e risolversi entro 10-14 giorni. I farmaci che possono essere utilizzati per alleviare i sintomi comprendono: analgesici/antipiretici (ad esempio paracetamolo, ibuprofene ), corticosteroidi topici, decongestionanti nasali, antistaminici e lavaggi (irrigazioni) nasali (Rosenfeld et al., 2015).

Non ci sono dati di letteratura sull’uso dei mucolitici (Linee guida EPOS2012) (Fokkens et al., 2012). Nei pazienti adulti, i corticosteroidi topici tendono ad attenuare i sintomi dopo almeno 2 settimane di utilizzo e possono dare effetti collaterali fastidiosi (mal di testa, prurito al naso, perdite di sangue dal naso).

  • Si tratta di farmaci non particolarmente » efficienti »: per avere miglioramenti in un paziente bisogna trattarne 14.
  • I decongestionanti agiscono sulla mucosa riducendone l’edema, e permettono di respirare meglio attenuando l’effetto di naso chiuso.
  • Questi farmaci possono essere somministrati per via topica (spray) o per via orale, ma per tempi molto brevi, massimo 3-5 giorni per evitare il rischio di un peggioramento della congestione nasale (effetto rebound).

Gli antistaminici possono essere utilizzati per ridurre secrezione nasale e starnuti, ma non ci sono studi clinici che sostengono l’impiego di questo tipo di farmaco nella sinusite virale acuta. Le irrigazioni nasali sono utili, oltre che ad alleviare i sintomi, a rimuovere il muco.

  1. Nei bambini con sinusite acuta (10-30 giorni di rinorrea, tosse e congestione), in assenza di allergie, il ricorso a corticosteroidi, decongestionanti nasali, antistaminici, mucolitici e irrigazioni nasali non è risultato apportare benefici clinici (Wald et al., 2013; Shaikh et al., 2010).
  2. La sinusite acuta virale non deve essere trattata con antibiotici (inefficaci verso i virus) (Rosenfeld et al., 2015).

Sinusite acuta batterica Gli obiettivi terapeutici della sinusite batterica acuta sono tre: eradicare l’infezione, ridurre la durata dell’infezione e prevenire le recidive. In caso di sinusite acuta batterica non complicata, le opzioni terapeutiche iniziali nel paziente adulto sono due: può essere indicato un periodo di « osservazione attenta » (detto di « attesa vigile ») prima di ricorrere alla terapia antibiotica oppure si può optare per intervenire da subito con gli antibiotici.

Molti pazienti infatti vanno incontro ad un miglioramento spontaneo e gli antibiotici servono solo per abbreviare la ripresa (per avere benefici clinici in un paziente dopo 7-15 giorni di terapia, è necessario trattarne tra i dieci e i quindici). Gli antibiotici inoltre possono causare effetti collaterali quali sfoghi cutanei (rash), nausea, vomito, reazioni allergiche e resistenza batterica.

Nei bambini, la terapia antibiotica è raccomandata, nelle forme lievi, per abbreviare la guarigione, e nelle forme gravi per ridurre il rischio di complicanze (Esposito, Principi, 2007). Anche in ambito pediatrico, le linee guida più recenti dell’American Accademy of Pediatrics suggeriscono un periodo di tre giorni di osservazione prima di iniziare la terapia antibiotica nei bambini con malattia persistente (secrezioni nasali e/o tosse per almeno 10 giorni senza evidenza di miglioramento) sulla base del fatto che, come visto anche per gli adulti, sebbene la terapia antibiotica comporti benefici (per avere benefici in un bambino, bisogna trattarne da 3 a 5), alcuni bambini guariscono spontaneamente e il rischio di complicanze infiammatorie purulente è basso.

  1. In caso comunque di peggioramento o di malattia severa già in fase iniziale, la raccomandazione è quella di iniziare subito la terapia antibiotica.
  2. La terapia antibiotica dovrebbe essere iniziata subito anche nei bambini che hanno già ricevuto un trattamento antibiotico nelle 4 settimane precedenti, bambini con altra infezione batterica in corso, bambini con sospetta complicanza e quelli con malattie croniche, o immunodeficienze o anomalie del tratto respiratorio superiore.

Limitazioni all’uso degli antibiotici sono gli effetti collaterali di questi farmaci (diarrea, dermatiti, rash cutanei) e il problema della resistenza batterica (Wald et al., 2013). L’antibiotico raccomandato (prima scelta) per il trattamento della sinusite batterica acuta non complicata nel paziente adulto e nel bambino è l’ amoxicillina, in monoterapia o combinata con l’acido clavulanico, per 5-10 giorni.

  • Nei bambini la durata della terapia antibiotica può essere superiore ai 10 giorni (negli studi clinici la durata media della terapia antibiotica è risultata compresa fra 10 e 28 giorni).
  • In alternativa si può continuare la terapia antibiotica per 7 giorni dopo la scomparsa dei sintomi (Wald et al., 2013).

La scelta dell’ amoxicillina si basa su efficacia terapeutica, ampio spettro d’azione e basso costo. La combinazione con l’acido clavulanico (adulti: 2 g due volte al giorno oppure 90 mg/kg due volte al giorno; bambini: 80-90 mg/kg/die in 2 dosi fino ad una dose massima giornaliera di 2 g) è indicata se il rischio di resistenza batterica all’ amoxicillina è elevato (Rosenfeld et al., 2015; Wald et al., 2013).

Nei bambini che non possono essere trattati con terapia antibiotica orale (ad esempio a causa del vomito) o hanno difficoltà a seguire una terapia orale (scarsa aderenza) le linee guida dell’American Accademy of Pediatrics raccomandano il ceftriaxone (dose singola di 50 mg/kg per via intramuscolare o endovenosa).

È possibile somministrare una seconda dose parenterale, prima di passare alla terapia orale, se non si osservano miglioramenti entro 24 ore (Wald et al., 2013). In caso di ipersensibilità alle penicilline, gli antibiotici raccomandati nel paziente adulto sono la doxiciclina o in alternativa un fluorochinolone ( levofloxacina, moxifloxacina); nei bambini acetossietilcefuroxima (30 mg/kg/die in 2 dosi) o cefaclor (50 mg/kg/die in 2 dosi) (Esposito, Principi, 2007).

I fluorochinoloni non sono raccomandati come farmaci di prima linea nella sinusite batterica acuta perché, pur evidenziando un’efficacia simile all’ amoxicillina, hanno evidenziato nei trial clinici una minore tollerabilità (somministrati per via orale o parenterale possono causare neuropatia periferica con tendinite e rischio di rottura del tendine).

In caso di ipersensibilità non di tipo I alla penicillina (reazione anafilattica ritardata, oltre le 72 ore), è raccomandata la terapia combinata con clindamicina e una cefalosporina di III generazione ( cefixime o cefpodoxime) nei pazienti adulti; cefdinir, cefuroxima o cefpodoxima nei bambini (questi stessi farmaci sono indicati comunque anche in caso di allergia immediata, allergia di tipo I, previo se possibile, test di tollerabilità).

Nei bambini con meno di 2 anni e ipersensibilità di tipo 1 alla penicillina è preferibile utilizzare clindamicina (o linezolid) e cefixime (come alternativa terapeutica può essere usato un fluorochinoline, ad esempio levofloxacina ) (Wald et al., 2013). I macrolidi e il trimetoprim -sulfametossazolo non sono raccomandati come farmaci di prima linea per la terapia iniziale della sinusite batterica acuta per il rischio elevato di resistenza dei pneumococchi e di H.

influenzae. Se dopo una settimana di terapia farmacologica non si osservano miglioramenti o se si osserva un peggioramento è necessario procedere ad una rivalutazione diagnostica e, in caso di conferma della diagnosi, ad un cambio di antibiotico (possibile rischio di resistenza batterica) (Rosenfeld et al., 2015).

In caso di sinusite complicata grave, nei bambini, la terapia è parenterale (endovena) e i farmaci raccomandati comprendono: ceftriaxone (100 mg/kg/die in dose unica), cefotaxima (100 mg/kg/die in 3 dosi), amoxicillina /acido clavulanico ( amoxicillina,100 mg/kg/die in 3 dosi), ampicillina /sulbactam ( ampicillina : 100 mg/kg/die in 3 dosi) (Eposito, Principi, 2007).

In presenza di complicanze intraorbitali, l’American Accademy of Peditrics raccomandano anche la vancomicina (efficace contro lo S. aureus meticillino-resistente e lo S. pneumoniae penicillino-resistente) o la piperacillina associata a tazobactam. Dovrebbero essere inoltre presi in considerazione anche antibiotici efficaci verso i batteri anaerobi come ad esempio il metronidazolo considerando che gli ascessi da infezione dei seni paranasali sono spesso causati da più batteri (Wald et al., 2013).

In assenza di miglioramenti dopo 24-48 ore dall’inizio della terapia antibiotica, dovrebbe essere preso in considerazione il drenaggio dell’ascesso e la terapia chirurgica. Nei bambini, la profilassi antibiotica per la prevenzione della sinusite non è raccomadata: mancano studi clinici adeguati e sussiste il timore di indurre resistenza batterica tra i patogeni che normalmente sono presenti a livello del distretto naso-faringe (Esposito, Principi, 2007).

Terapia sintomatica nella sinusite acuta batterica I farmaci che solitamente sono utilizzati per attenuare i sintomi di una sinusite batterica acuta sono gli stessi a cui si ricorre in caso di sinusite virale acuta, vale a dire corticosteroidi per via inalatoria, decongestionanti nasali, antistaminici, irrigazioni saline e mucolitici.

Nei trial clinici, i corticosteroidi impiegati per alleviare i sintomi di una sinusite acuta batterica comprendono mometasone, fluticasone, flunisolide e budesonide, Questi farmaci sono stati sperimentati sia in monoterapia sia in associazione agli antibiotici orali, ma non sempre sono risultati apportare reali vantaggi rispetto al placebo nei trial clinici in pazienti adulti (Venekamp et al., 2014).

Per quanto riguarda i decongestionanti nasali in caso di sinusite batterica acuta, un piccolo studio clinico relativo alla xilometazolina ha evidenziato una maggiore efficacia di questo farmaco, somministrato per via intranasale (spray), nel ridurre l’edema della mucosa, rispetto ad una dose orale di pseudoefedrina.

Le irrigazioni nasali possono essere fatte utilizzando soluzioni saline isotoniche (concentrazione di sali pari a 0,9%) o ipertoniche (concentrazioni di sali: 3-5%). In alcuni studi clinici le soluzioni saline ipertoniche sono risultate lievemente più efficaci in termini di attività antinfiammatoria, riduzione del muco, miglioramento transitorio della funzionalità ciliare (la mucosa nasale presenta delle cilia che muovendosi favoriscono l’escrezione del muco) (Wabnitz, Wormald, 2005; Keojampa et al., 2004; Inanli et al., 2002; Rabago et al., 2002).

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Comunque non ci sono in letteratura rassegne sistematiche relative all’uso delle irrigazioni saline nel trattamento della sinusite batterica acuta nei pazienti adulti. Gli antistaminici possono essere utilizzati nei pazienti adulti allergici con sinusite batterica acuta, mentre non ci sono evidenze scientifiche che ne supportino l’uso in pazienti non allergici (pazienti non atopici).

  • In questo caso inoltre si potrebbe avere un peggioramento della congestione nasale per un aumento della secchezza della mucosa indotto dagli antistaminici stessi (Rosenfeld et al., 2015).
  • Sinusite cronica o ricorrente La sinusite cronica è essenzialmente una malattia infiammatoria che presenta eventi acuti (esacerbazioni).

Se si trattano i fenomeni acuti, ma non le condizioni patologiche di base (infiammazione e alterazioni del sistema mucociliare), il rischio è quello di un aumento delle esacerbazioni. La terapia della sinusite cronica può essere farmacologica o chirurgica.

La terapia farmacologica si basa da un lato sull’uso dei corticosteroidi topici, in grado di risolvere lo stato infiammatorio e dall’altro sull’uso delle irrigazioni nasali, in grado di ripristinare il sistema mucociliare della mucosa (Fokkens et al., 2007). I corticosteroidi topici sono indicati anche per il trattamento della poliposi, da sostituire con una terapia orale se non si osserva una risposta terapeutica dopo tre mesi di trattamento topico (Wei et al., 2013; Poetker et al., 2013).

I corticosteroidi intranasali utilizzati nel trattamento della sinusite cronica nell’adulto comprendono: (farmaci di prima generazione) beclometasone dipropionato, triamcinolone acetonide, flunisolide, budesonide ; (farmaci più recenti) fluticasone propionato, mometasone furoato, ciclesonide, fluticasone furoato.

La terapia corticosteroidea intranasale dovrebbe avere una durata di 8-12 settimane per avere effetto sui sintomi. Nel trattamento della sinusite ricorrente nel paziente adulto, sia gli antibiotici che gli steroidi topici non hanno mostrato vantaggi nel ridurre il numero di episodi di infezione acuta.

In questi pazienti potrebbe essere preso in considerazione in approccio chirurgico (Rosenfeld et al., 2015). La terapia chirurgica della sinusite cronica o ricorrente è finalizzata al ripristino di una corretta ventilazione del distretto nasale e a favorire il drenaggio delle secrezioni nasali.

  1. L’approccio chirurgico di tipo mininvasivo, avviene cioè attraverso le fosse nasali, permette di ridurre il dolore post-operatorio, la degenza e i tempi di ripresa.
  2. A seconda del quadro clinico del paziente, si può intervenire con: a) la laser terapia b) la chirurgia endoscopica funzionale (Fess, Functional Endoscopic Sinus Surgery) c) la chirurgia con la tecnica di Ballooning La laser terapia, condotta in anestesia locale, consente attraverso l’uso di una fibra ottica laser di rimuovere (vaporizzare) i tessuti infiammati o in eccesso ripristinando, in questo modo, la comunicazione tra seni paranasali e cavità nasale.

Nella stessa seduta è possibile trattare l’ipertrofia dei turbinati. I turbinati sono delle formazioni carnose presenti nelle cavita nasali, tre per ogni lato, attraverso cui passa l’aria che respiriamo e che hanno la triplice funzione di filtrare l’aria, riscaldarla e umidificarla.

  • Quando i turbinati presentano dimensioni maggiori della norma (ipertrofia) il passaggio di aria può risultare più difficile e questo può favorire lo sviluppo di infezioni.
  • La laser terapia non richiede ricovero nè uso di tamponi nasali (non c’è perdita di sangue).
  • La chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali (Fess) avviene in anestesia generale.

L’intervento, eco-guidato, consiste nella rimozione dei tessuti infiammati, aspirati dopo frantumazione. La chirurgia funzionale endoscopica consente di intervenire sul setto nasale e in caso di ipertrofia dei turbinati. L’intervento prevede l’uso di tamponi nasali per 1-2 giorni.

  • La chirurgia eseguita con la tecnica di Ballooning, in anestesia locale, è in grado di ripristinare la normale ventilazione dei seni paranasali preservando l’integrità della mucosa nasale.
  • L’intervento consiste nell’inserimento attraverso il naso di un catetere alla cui estremità è possibile gonfiare un palloncino.

In prossimità del punto di blocco, in genere il foro di scarico dei seni paranasali mascellare ed etmoidale (precedentemente rilevato tramite TC facciale), si gonfia il palloncino che, meccanicamente, dilata in modo permanente il canale ostruito. Il muco presente nei seni paranasali viene aspirato, quindi il palloncino viene sgonfiato e rimosso con il catetere.

Come capire se hai la sinusite?

La sinusite batterica si sospetta quando una rinorrea purulenta persiste per > 10 giorni con senso di stanchezza e tosse. La febbre è infrequente. Può essere presente un dolore facciale localizzato o un fastidio. L’esame del naso rivela una secrezione purulenta e deve escludere la presenza di un corpo estraneo.

A cosa è dovuta la sinusite?

La sinusite è un’infiammazione della mucosa che interessa i seni paranasali e può svilupparsi come conseguenza di un raffreddore. Solitamente la causa è di tipo virale, ma non si escludono anche infezioni batteriche o più raramente infezioni fungine. Inoltre, anche alcune situazioni anatomiche come la deviazione del setto ansa o l’ipertrofia dei turbinati, predispongono all’insorgere di sinusiti e infiammazioni.

In che posizione dormire con la sinusite?

5. Mantieni la testa sollevata – Quando sei malato, dormi con la testa sollevata. Sostieni la testa con qualche guanciale in più o con i cuscini paffuti del tuo divano. Dormire con la testa sollevata contribuisce ad alleviare la pressione nei seni ed a rendere la respirazione meno difficoltosa.

Come si fa a sciogliere il catarro?

Bevande calde – Le bevande calde sono consigliate perché aiutano a sciogliere il catarro, Quindi sì a té, camomilla e latte caldi, a cui si può aggiungere il miele, un ottimo aiuto grazie alle sue proprietà fluidificanti. Anche le tisane calde possono essere un buon alleato contro il catarro, specialmente se preparate con radici come lo zenzero, che ha proprietà antinfiammatorie, o la liquirizia, oppure con semi di finocchio, che aiutano a ridurre la produzione di muco.

Quanto tempo ci mette a passare la sinusite?

TERAPIA SINTOMATICA – I trattamenti sintomatici, applicati in caso di sinusite cronica, consistono in:

Decongestionanti, Sono medicinali indicati in presenza di ostruzione o congestione nasale; favoriscono, quindi, la liberazione del naso e il passaggio dell’aria attraverso le cavità nasali e paranasali. Esistono sotto forma di liquidi, spray nasali e compresse. Esempi di decongestionanti sono: la pseudoefedrina e l’ oximetazolina, In genere, l’assunzione di tali medicinali non deve superare i 5-7 giorni consecutivi. Un’assunzione prolungata, infatti, ha effetti opposti a quelli per i quali i decongestionanti sono impiegati: in questi frangenti, si parla anche di « congestione di rimbalzo ». Antinfiammatori e antidolorifici, come il paracetamolo, l’ aspirina e i FANS ( Farmaci Antinfiammatori Non-Steroidei ). Irrigazioni nasali con soluzioni saline, Effettuate tramite siringhe particolari o bottigliette spray, hanno l’effetto di risciacquare le cavità nasali e paranasali, limitando l’entità delle ostruzioni. Corticosteroidi ad applicazione nasale, A prescindere dalla modalità di somministrazione, tutti i corticosteroidi sono farmaci antinfiammatori molto efficaci. I corticosteroidi nasali sono applicati tramite bottigliette spray e hanno lo scopo di mitigare e prevenire l’infiammazione dei seni paranasali. Esempi di corticosteroidi nasali sono: il fluticasone, il budesonide, il triamcinolone, il mometasone e il beclometasone, Corticosteroidi orali o iniettabili, I medici li prescrivono quando l’infiammazione, indotta dalla sinusite cronica, è molto severa. I corticosteroidi orali e i corticosteroidi iniettabili trovano particolare impiego in presenza di sinusite cronica associata a polipi nasali. Esempi di corticosteroidi orali o iniettabili sono: il prednisone e il metilprednisolone, È importante avvisare i lettori che i corticosteroidi a somministrazione orale presentano diversi effetti collaterali gravi.

Come alleviare il mal di testa da sinusite?

Lo sapevi che – L’uso di decongestionanti nasali, per quanto possa essere efficace nel fornire un sollievo pressoché immediato, deve essere limitato, effettuato solo se effettivamente necessario e solo per brevissimi periodi di tempo (in genere, non più di 3 giorni).

  • Questo perché, un uso eccessivo – sia in termini di dose che in termini di durata del trattamento – può dare origine al cosiddetto effetto rebound, così come può aumentare il rischio di insorgenza di effetti indesiderati,
  • In alcuni casi, per trarre sollievo dal dolore e ridurre l’infiammazione tipica della sinusite, si potrebbe ricorrere anche all’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ad esempio, l’ ibuprofene,

Alcuni medicinali con indicazioni specifiche per il trattamento della sinusite acuta sono realizzati proprio a base di ibuprofene associato a principi attivi ad azione decongestionante, quale è, ad esempio, la pseudoefedrina, Il paracetamolo esercita un’azione principalmente antipiretica ed è quindi utile contro la febbre, ma è dotato anche di attività antidolorifica,

Nel caso in cui, invece, la sinusite sia la conseguenza di allergie stagionali, il medico o lo specialista potrebbero decidere di prescrivere farmaci antistaminici e/o farmaci corticosteroidi per uso locale. Nel caso della sinusite infettiva, il trattamento si differenzia in funzione dell’agente patogeno responsabile: nel caso della sinusite virale, non è previsto l’uso di farmaci specifici, ma il medico può prescrivere medicinali per ridurre la sintomatologia manifestata, mal di testa da sinusite incluso; nel caso di infezioni di natura batterica o fungina, invece, può essere necessario ricorrere, rispettivamente, all’uso di farmaci antibiotici e di farmaci antimicotici (o antifungini, che dir si voglia).

Chiaramente tali medicinali dovranno essere utilizzati solo se prescritti dal medico e solo dopo aver accertato che la causa scatenante risiede in un’infezione batterica o micotica, a seconda dei casi. Infine, in alcune circostanze potrebbe essere necessario ricorrere al trattamento chirurgico, ad esempio, quando le cure farmacologiche non riescono a risolvere la sinusite, quando sono presenti difetti anatomici (come il setto nasale deviato) o quando è necessario risolvere altre problematiche che non rispondono ai trattamenti conservativi (ad esempio, presenza di polipi nasali, ecc.).

Qual è il miglior antibiotico per la sinusite?

Cure Naturali – Le informazioni sui Sinusite – Farmaci per la Cura della Sinusite non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Sinusite – Farmaci per la Cura della Sinusite.

L’obiettivo cardine per la cura della sinusite cronica è senza dubbio ridurre l’infiammazione a carico dei seni nasali: quando un presunto semplice raffreddore tende a perdurare per troppo tempo, trascinando con sé difficoltà respiratorie, congestione nasale, debolezza e febbre, la sinusite potrebbe essere la spiegazione più immediata a tutto ciò.

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In simili frangenti, è consigliato rivolgersi al proprio medico di base: di fatto, una sinusite malcurata o trascurata potrebbe generare complicanze piuttosto serie (es. meningite ed infezione alle orbite). Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la sinusite, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura: Antibiotici : sono somministrati in caso di sinusite batterica acuta.

Non è raro, però, che l’antibiotico scelto per la cura della sinusite risulti inefficace: in simili frangenti, è possibile che il farmaco prescelto non espleti la propria azione terapeutica contro quel patogeno, responsabile effettivamente della manifestazione della malattia. Per evitare questi inconvenienti, prima di prescrivere una cura farmacologica, è consigliata l’analisi del muco, prelevato dal seno paranasale del paziente affetto.

In genere, la terapia con l’antibiotico va protratta per 10-14 giorni, in base alla gravità della malattia. Ad esempio:

Amoxicillina (ES. Augmentin, Klavux): assumere una dose pari a 250-500 mg di farmaco 3 volte al dì per 10-14 giorni; in alternativa, assumere l’antibiotico alla posologia di 500-875 mg per os due volte al dì. Non prolungare la terapia oltre le 4 settimane. Azitromicina (Es. Zitrobiotic, Rezan ): indicato per la cura della sinusite acuta ad eziologia batterica. Assumere il farmaco fin dai primi sintomi alla posologia di 500 mg per via orale, una volta al dì per 3 giorni. In caso di severità (forme moderate e gravi di sinusite), assumere 2 grammi di attivo al dì. Moxifloxacina (es. Vigamox, Avalox, Octegra) assumere 400 mg di attivo per via orale o endovenosa ogni 24 ore, per 10 giorni. Anche in questo caso, l’antibiotico va somministrato esclusivamente per trattare la sinusite acuta causata da batteri,

Decongestionanti nasali: si tratta di farmaci da banco (disponibili anche senza prescrizione medica) reperibili sotto forma di compresse, liquidi e spray nasali ; la loro somministrazione non dev’essere protratta a lungo, dato che possono causare seri effetti collaterali, peggiorando, talvolta, i sintomi.

Pseudoefredina (es. Actifed, Actigrip): la pseudoefedrina è probabilmente il farmaco più utilizzato in terapia come decongestionante nasale, anche (ma non solo) nel contesto della sinusite; il farmaco è utilizzato sia in combinazione con altri farmaci (es. antistaminici, paracetamolo), sia in monoterapia. Iniziare il trattamento assumendo per via orale 30-60 mg di farmaco ogni 4-6 ore, al bisogno. Continuare la terapia assumendo 120 mg di attivo due volte al dì. Non superare i 240 mg al giorno. Consultare il medico Oximetazolina cloridrato, soluzione 0,025-0,05% (es. Vicks sinex, Oxilin, Equimet): applicare 4-6 spruzzi in ogni narice due volte al dì, al bisogno per le soluzioni allo 0,025% e 2-3 applicazioni per ogni narice due volte al dì per le soluzioni allo 0,5%.

Lavaggi nasali : le soluzioni saline (soluzione fisiologica: es. Libenar, Naset Spray) aiutano ad irrigare e liberare il naso dal muco in eccesso, mostrandosi così un valido rimedio per pulire il canale del respiro e lenire nel contempo le membrane nasali, velocizzando la guarigione dalla sinusite. Corticosteroidi nasali: utili per contrastare le infiammazioni gravi nel contesto della sinusite:

Fluticasone (es. Avamys, Fluspiral, Flixonase, Nasofan): anche se utilizzato ampliamente in terapia per la cura della rinite, il farmaco è utile anche per alleggerire i sintomi tipici della sinusite. I pazienti trattati in precedenza esclusivamente con farmaci broncodilatatori possono assumere il fluticasone alla posologia di 100 mcg il primo giorno, aumentando progressivamente la dose di giorno in giorno, fino ad un massimo di 500 mcg due volte al dì. I malati precedentemente curati con corticosteroidi orali, possono assumere il fluticasone alla dose di 880 mcg al dì. Budesonide (es. Biben, Pulmaxan ): Il farmaco viene somministrato per via inalatoria : ripetere due applicazioni (200-400 mcg) due volte al dì. Non superare i 400 mcg al giorno. In caso di precedente trattamento con corticosteroidi, è possibile aumentare la dose fino ad 800 mcg al dì (suddivisi in 4 inalazioni due volte al giorno). Triamcinolone (es. Kenakort, Triamvirgi, Nasacort): applicare 2 spray in ogni narice una volta al dì. È possibile aumentare la dose dopo 4-7 giorni, applicando 4 spruzzi in ogni narice una volta al giorno, oppure due spruzzi per narice due volte al dì. Dose di mantenimento per la cura della sinusite su base allergica: 1 spruzzo per narice una volta al dì. Beclometasone (es. Rinoclenil, Becotide nasale) il farmaco, molto utilizzato in terapia contro la sinusite di natura allergica, va assunto per via inalatoria, alla posologia di 1-2 spruzzi (42-84 mcg) in ogni narice, due volte al dì (168-336 mg al dì). Il dosaggio appena descritto è riferito al farmaco spray, soluzione 0,042%.

Corticosteroidi orali o iniettabili L’impiego di questi farmaci è riservato alla cura della sinusite di elevata entità, specie quando associata alla presenza di polipi nasali. In genere, la somministrazione di corticosteroidi orali è consigliata solo in caso di asma associata a sinusite grave.

Prednisone (es, Deltacortene, Lodotra ) si raccomanda di assumere 1-2 mg/kg suddivisi in due dosi, per 3-5 giorni. È possibile assumere il farmaco anche per via endovenosa alla posologia di 2-4 mg/kg, suddivisi in 3-4 dosi durante le 24 ore. Metilprednisolone (es. Advantan, Metilpre, Depo-Medrol, Medrol, Urbason ) il farmaco viene somministrato generalmente per os o per e.v., in caso di complicanze associate alla sinusite, o comunque per la cura delle forme gravi. Assumere 40-80 mg di farmaco al dì, frazionato in 1-2 dosi, per un periodo variabile dai 3 ai 10 giorni.

Antitussivi : da assumere in caso di sinusite associata a tosse. Destrometorfano (es. Aricodiltosse, Bisolvon Tosse, Ozopulmin) il farmaco viene in genere somministrato sotto forma di sciroppi o compresse, alla posologia di 15-60 mg per 2-3 volte al giorno.

Difenidramina (es. Aliserin, Difeni C FN) indicato per trattare la sinusite su base allergica. Assumere 25 mg di farmaco (compresse/bustine) ogni 4 ore, al bisogno. Non superare i 150 mg al giorno. Clorfenamina (es. Trimeton, compresse o soluzione iniettabile): il farmaco è spesso associato a fenilpropanolamina, sostanza ampliamente utilizzata per la formulazione di prodotti per il trattamento dei sintomi da raffreddamento. Si raccomanda di assumere 4 mg di attivo ogni 4-6 ore. Non superare i 32 mg al giorno.

Sussidi terapeutici : da utilizzare come coadiuvante alla cura della sinusite

Paracetamolo o acetaminofene ( es. Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina, Piros, Tachidol ) la somministrazione di questo farmaco è utile per abbassare la febbre, sintomo che spesse volte accompagna la sinusite. Il paracetamolo viene somministrato alla posologia di 325-650 mg al dì ogni 4-6 ore; in alternativa, assumere 1 grammo ogni 6-8 ore. La posologia dipende dalle condizioni del paziente, dall’età e dal peso, È possibile assumere il farmaco anche per endovena: 1 grammo ogni 6 ore oppure 650 mg ogni 4 ore per adulti e adolescenti che pesano più di 50 chili: se il paziente pesa meno di 50 chili, somministrare 15 mg/kg ogni 6 ore o 12,5 mg/kg ogni 4 ore. Ibuprofene (es. Brufen, Kendo, Moment, Momentact, Buscofen ): assumere per via orale da 200 a 400 mg di principio attivo (compresse, bustine effervescenti) ogni 4-6 ore, al bisogno. In alcuni casi, l’analgesico può essere assunto anche per via endovenosa alla posologia di 400-800 mg ogni 6 ore, in base alla necessità.

Note: come prevenire la sinusite cronica

L’allergia è un possibile fattore di rischio per la sinusite: detto ciò, è chiaro come la precisa gestione dei fenomeni allergici sia fondamentale per prevenire la sinusite La sinusite può essere frutto di un concatenarsi continuo di raffreddori ed insulti batterici e virali: per questo è fondamentale evitare il contatto con soggetti raffreddati. Lavarsi spesso le mani, specie prima dei pasti Il fumo e lo smog sono ulteriori elementi di rischio per le malattie bronchiali e polmonari: evitare il più possibile di fumare e di frequentare ambienti inquinati L’impiego di un umidificatore per ambiente diminuisce il rischio di sinusite e di affezioni alle vie respiratorie in genere

Come liberare il naso chiuso subito?

Bere bevande calde come brodi e tisane per una corretta idratazione. Applicazione di olio d’oliva tiepido all’interno della narice, utile per la secchezza delle mucose. Fare docce calde, il cui vapore dà sollievo e libera il naso chiuso. Soffiare il naso con delicatezza.

Come si contagia la sinusite?

Prevenzione – Alcune semplici modifiche dello stile di vita o dell’ambiente casalingo possono ridurre il rischio di sviluppo di sinusite.

  • Durante l’inverno, quando l’aria fredda dell’esterno e il riscaldamento rendono l’aria all’interno di casa più secca del normale, può essere utile il ricorso ad un umidificatore per tenere l’umidità casalinga su valori del 45%-50%.
  • Durante gli episodi di raffreddore può essere utile sottoporsi a sedute di vapori (suffumigi) per favorire lo scarico del muco; con lo stesso obiettivo sottoporsi a frequenti lavaggi nasali con acqua fisiologica e bere molta acqua per mantenersi idratati.
  • Soffiare delicatamente il naso, una narice alla volta; un’espirazione eccessivamente aggressiva può risultare in un’irritazione delle mucose e una conseguente aumentata produzione di muco.

Sebbene la sinusite in sé non sia contagiosa spesso è preceduta dal raffreddore che si può diffondere con facilità, soprattutto tra i membri della famiglia o nella cerchia degli amici. Il modo più efficace per impedire la diffusione dei germi è lavarsi spesso le mani, soprattutto quando si è malati.

Qual è il miglior antibiotico per la sinusite?

Cure Naturali – Le informazioni sui Sinusite – Farmaci per la Cura della Sinusite non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Sinusite – Farmaci per la Cura della Sinusite.

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L’obiettivo cardine per la cura della sinusite cronica è senza dubbio ridurre l’infiammazione a carico dei seni nasali: quando un presunto semplice raffreddore tende a perdurare per troppo tempo, trascinando con sé difficoltà respiratorie, congestione nasale, debolezza e febbre, la sinusite potrebbe essere la spiegazione più immediata a tutto ciò.

In simili frangenti, è consigliato rivolgersi al proprio medico di base: di fatto, una sinusite malcurata o trascurata potrebbe generare complicanze piuttosto serie (es. meningite ed infezione alle orbite). Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la sinusite, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura: Antibiotici : sono somministrati in caso di sinusite batterica acuta.

  • Non è raro, però, che l’antibiotico scelto per la cura della sinusite risulti inefficace: in simili frangenti, è possibile che il farmaco prescelto non espleti la propria azione terapeutica contro quel patogeno, responsabile effettivamente della manifestazione della malattia.
  • Per evitare questi inconvenienti, prima di prescrivere una cura farmacologica, è consigliata l’analisi del muco, prelevato dal seno paranasale del paziente affetto.

In genere, la terapia con l’antibiotico va protratta per 10-14 giorni, in base alla gravità della malattia. Ad esempio:

Amoxicillina (ES. Augmentin, Klavux): assumere una dose pari a 250-500 mg di farmaco 3 volte al dì per 10-14 giorni; in alternativa, assumere l’antibiotico alla posologia di 500-875 mg per os due volte al dì. Non prolungare la terapia oltre le 4 settimane. Azitromicina (Es. Zitrobiotic, Rezan ): indicato per la cura della sinusite acuta ad eziologia batterica. Assumere il farmaco fin dai primi sintomi alla posologia di 500 mg per via orale, una volta al dì per 3 giorni. In caso di severità (forme moderate e gravi di sinusite), assumere 2 grammi di attivo al dì. Moxifloxacina (es. Vigamox, Avalox, Octegra) assumere 400 mg di attivo per via orale o endovenosa ogni 24 ore, per 10 giorni. Anche in questo caso, l’antibiotico va somministrato esclusivamente per trattare la sinusite acuta causata da batteri,

Decongestionanti nasali: si tratta di farmaci da banco (disponibili anche senza prescrizione medica) reperibili sotto forma di compresse, liquidi e spray nasali ; la loro somministrazione non dev’essere protratta a lungo, dato che possono causare seri effetti collaterali, peggiorando, talvolta, i sintomi.

Pseudoefredina (es. Actifed, Actigrip): la pseudoefedrina è probabilmente il farmaco più utilizzato in terapia come decongestionante nasale, anche (ma non solo) nel contesto della sinusite; il farmaco è utilizzato sia in combinazione con altri farmaci (es. antistaminici, paracetamolo), sia in monoterapia. Iniziare il trattamento assumendo per via orale 30-60 mg di farmaco ogni 4-6 ore, al bisogno. Continuare la terapia assumendo 120 mg di attivo due volte al dì. Non superare i 240 mg al giorno. Consultare il medico Oximetazolina cloridrato, soluzione 0,025-0,05% (es. Vicks sinex, Oxilin, Equimet): applicare 4-6 spruzzi in ogni narice due volte al dì, al bisogno per le soluzioni allo 0,025% e 2-3 applicazioni per ogni narice due volte al dì per le soluzioni allo 0,5%.

Lavaggi nasali : le soluzioni saline (soluzione fisiologica: es. Libenar, Naset Spray) aiutano ad irrigare e liberare il naso dal muco in eccesso, mostrandosi così un valido rimedio per pulire il canale del respiro e lenire nel contempo le membrane nasali, velocizzando la guarigione dalla sinusite. Corticosteroidi nasali: utili per contrastare le infiammazioni gravi nel contesto della sinusite:

Fluticasone (es. Avamys, Fluspiral, Flixonase, Nasofan): anche se utilizzato ampliamente in terapia per la cura della rinite, il farmaco è utile anche per alleggerire i sintomi tipici della sinusite. I pazienti trattati in precedenza esclusivamente con farmaci broncodilatatori possono assumere il fluticasone alla posologia di 100 mcg il primo giorno, aumentando progressivamente la dose di giorno in giorno, fino ad un massimo di 500 mcg due volte al dì. I malati precedentemente curati con corticosteroidi orali, possono assumere il fluticasone alla dose di 880 mcg al dì. Budesonide (es. Biben, Pulmaxan ): Il farmaco viene somministrato per via inalatoria : ripetere due applicazioni (200-400 mcg) due volte al dì. Non superare i 400 mcg al giorno. In caso di precedente trattamento con corticosteroidi, è possibile aumentare la dose fino ad 800 mcg al dì (suddivisi in 4 inalazioni due volte al giorno). Triamcinolone (es. Kenakort, Triamvirgi, Nasacort): applicare 2 spray in ogni narice una volta al dì. È possibile aumentare la dose dopo 4-7 giorni, applicando 4 spruzzi in ogni narice una volta al giorno, oppure due spruzzi per narice due volte al dì. Dose di mantenimento per la cura della sinusite su base allergica: 1 spruzzo per narice una volta al dì. Beclometasone (es. Rinoclenil, Becotide nasale) il farmaco, molto utilizzato in terapia contro la sinusite di natura allergica, va assunto per via inalatoria, alla posologia di 1-2 spruzzi (42-84 mcg) in ogni narice, due volte al dì (168-336 mg al dì). Il dosaggio appena descritto è riferito al farmaco spray, soluzione 0,042%.

Corticosteroidi orali o iniettabili L’impiego di questi farmaci è riservato alla cura della sinusite di elevata entità, specie quando associata alla presenza di polipi nasali. In genere, la somministrazione di corticosteroidi orali è consigliata solo in caso di asma associata a sinusite grave.

Prednisone (es, Deltacortene, Lodotra ) si raccomanda di assumere 1-2 mg/kg suddivisi in due dosi, per 3-5 giorni. È possibile assumere il farmaco anche per via endovenosa alla posologia di 2-4 mg/kg, suddivisi in 3-4 dosi durante le 24 ore. Metilprednisolone (es. Advantan, Metilpre, Depo-Medrol, Medrol, Urbason ) il farmaco viene somministrato generalmente per os o per e.v., in caso di complicanze associate alla sinusite, o comunque per la cura delle forme gravi. Assumere 40-80 mg di farmaco al dì, frazionato in 1-2 dosi, per un periodo variabile dai 3 ai 10 giorni.

Antitussivi : da assumere in caso di sinusite associata a tosse. Destrometorfano (es. Aricodiltosse, Bisolvon Tosse, Ozopulmin) il farmaco viene in genere somministrato sotto forma di sciroppi o compresse, alla posologia di 15-60 mg per 2-3 volte al giorno.

Difenidramina (es. Aliserin, Difeni C FN) indicato per trattare la sinusite su base allergica. Assumere 25 mg di farmaco (compresse/bustine) ogni 4 ore, al bisogno. Non superare i 150 mg al giorno. Clorfenamina (es. Trimeton, compresse o soluzione iniettabile): il farmaco è spesso associato a fenilpropanolamina, sostanza ampliamente utilizzata per la formulazione di prodotti per il trattamento dei sintomi da raffreddamento. Si raccomanda di assumere 4 mg di attivo ogni 4-6 ore. Non superare i 32 mg al giorno.

Sussidi terapeutici : da utilizzare come coadiuvante alla cura della sinusite

Paracetamolo o acetaminofene ( es. Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina, Piros, Tachidol ) la somministrazione di questo farmaco è utile per abbassare la febbre, sintomo che spesse volte accompagna la sinusite. Il paracetamolo viene somministrato alla posologia di 325-650 mg al dì ogni 4-6 ore; in alternativa, assumere 1 grammo ogni 6-8 ore. La posologia dipende dalle condizioni del paziente, dall’età e dal peso, È possibile assumere il farmaco anche per endovena: 1 grammo ogni 6 ore oppure 650 mg ogni 4 ore per adulti e adolescenti che pesano più di 50 chili: se il paziente pesa meno di 50 chili, somministrare 15 mg/kg ogni 6 ore o 12,5 mg/kg ogni 4 ore. Ibuprofene (es. Brufen, Kendo, Moment, Momentact, Buscofen ): assumere per via orale da 200 a 400 mg di principio attivo (compresse, bustine effervescenti) ogni 4-6 ore, al bisogno. In alcuni casi, l’analgesico può essere assunto anche per via endovenosa alla posologia di 400-800 mg ogni 6 ore, in base alla necessità.

Note: come prevenire la sinusite cronica

L’allergia è un possibile fattore di rischio per la sinusite: detto ciò, è chiaro come la precisa gestione dei fenomeni allergici sia fondamentale per prevenire la sinusite La sinusite può essere frutto di un concatenarsi continuo di raffreddori ed insulti batterici e virali: per questo è fondamentale evitare il contatto con soggetti raffreddati. Lavarsi spesso le mani, specie prima dei pasti Il fumo e lo smog sono ulteriori elementi di rischio per le malattie bronchiali e polmonari: evitare il più possibile di fumare e di frequentare ambienti inquinati L’impiego di un umidificatore per ambiente diminuisce il rischio di sinusite e di affezioni alle vie respiratorie in genere

Quanto tempo ci mette a passare la sinusite?

TERAPIA SINTOMATICA – I trattamenti sintomatici, applicati in caso di sinusite cronica, consistono in:

Decongestionanti, Sono medicinali indicati in presenza di ostruzione o congestione nasale; favoriscono, quindi, la liberazione del naso e il passaggio dell’aria attraverso le cavità nasali e paranasali. Esistono sotto forma di liquidi, spray nasali e compresse. Esempi di decongestionanti sono: la pseudoefedrina e l’ oximetazolina, In genere, l’assunzione di tali medicinali non deve superare i 5-7 giorni consecutivi. Un’assunzione prolungata, infatti, ha effetti opposti a quelli per i quali i decongestionanti sono impiegati: in questi frangenti, si parla anche di « congestione di rimbalzo ». Antinfiammatori e antidolorifici, come il paracetamolo, l’ aspirina e i FANS ( Farmaci Antinfiammatori Non-Steroidei ). Irrigazioni nasali con soluzioni saline, Effettuate tramite siringhe particolari o bottigliette spray, hanno l’effetto di risciacquare le cavità nasali e paranasali, limitando l’entità delle ostruzioni. Corticosteroidi ad applicazione nasale, A prescindere dalla modalità di somministrazione, tutti i corticosteroidi sono farmaci antinfiammatori molto efficaci. I corticosteroidi nasali sono applicati tramite bottigliette spray e hanno lo scopo di mitigare e prevenire l’infiammazione dei seni paranasali. Esempi di corticosteroidi nasali sono: il fluticasone, il budesonide, il triamcinolone, il mometasone e il beclometasone, Corticosteroidi orali o iniettabili, I medici li prescrivono quando l’infiammazione, indotta dalla sinusite cronica, è molto severa. I corticosteroidi orali e i corticosteroidi iniettabili trovano particolare impiego in presenza di sinusite cronica associata a polipi nasali. Esempi di corticosteroidi orali o iniettabili sono: il prednisone e il metilprednisolone, È importante avvisare i lettori che i corticosteroidi a somministrazione orale presentano diversi effetti collaterali gravi.