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Come Diminuire I Battiti Cardiaci?

Come Diminuire I Battiti Cardiaci
10 consigli per abbassare i battiti cardiaci nella corsa e nel ciclismo

  1. Allenatevi ad alta intensità
  2. Lunghi, lunghi, lunghi
  3. Attenzione alle braccia.
  4. Evitate the o caffè
  5. Praticate più di uno sport.
  6. Siate costanti.
  7. Respirate in modo regolare.
  8. Cercate di ridurre lo stress.

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Cosa prendere per calmare i battiti del cuore?

Farmaci – Non è detto che tutti i malati di tachicardia lamentino i sintomi caratteristici della malattia: infatti, una tachicardia lieve od occasionale (ad esempio dipendente da ansia o da un’emozione eccessiva) non dovrebbe allarmare eccessivamente, nonostante il consulto del medico sia sempre consigliato.

  1. Somministrazione di farmaci specifici (elencati dettagliatamente nel paragrafo successivo)
  2. Messa in atto di manovre mediche (es. manovra di Valsalva )
  3. Applicazione sul viso di sacchetti del ghiaccio
  4. Elettroconversione con il defibrillatore (nei casi estremi)
  5. Ablazione chirurgica : inserimento di micro elettrocateteri inseriti nei vasi sanguigni, che giungono fino al cuore
  6. Impianto di cardioverter-defibrillatori o peacemaker: piccoli congegni elettrici in grado di ripristinare la fisiologica frequenza cardiaca bloccando le tachi-artimie sul nascere

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la tachicardia, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura: Farmaci Antiaritmici : quando le manovre mediche non sono sufficienti per ripristinare i valori della frequenza cardiaca, è possibile intervenire con farmaci antiaritmici:

  • Propafenone (es. Rytmonorm, Propafenone DOC, Cardiofenone): iniziare il trattamento per la cura della tachicardia con una dose di farmaco pari a 150 mg, da assumere per os ogni 8 ore. È possibile assumere il farmaco anche formulato come compresse a lento rilascio: in tal caso, assumere 225 mg ogni 12 ore. Per la dose di mantenimento, è possibile aumentare la posologia ogni 3-4 giorni a 225-300 mg ogni 8 ore per le compresse a rilascio immediato, oppure aumentare la posologia a 325-425 mg da assumere ogni 12 ore per le compresse a lento rilascio (dopo almeno 5 giorni dall’inizio della cura). Consultare il medico.
  • Amiodarone (es. Angoron, Cordarone, Amiodarone ZTV): il farmaco è indicato anche per il trattamento della tachicardia sopraventricolare nei bambini. Indicativamente, per i bambini che hanno meno di un mese di vita affetti da tachicardia, si raccomanda di assumere 10-20 mg/kg di principio attivo al giorno per via orale, eventualmente frazionando il carico in due dosi. Ripetere per 7-10 giorni. Dopo questo periodo, è possibile ridurre il dosaggio di 5-10 mg, e ripetere la cura per 2-7 gg, in base alla risposta del paziente. È possibile somministrare il farmaco anche per via endovenosa (5mg/kg in 60 minuti). Per i bambini di età superiore ad un anno affetti da tachicardia, si raccomanda di somministrare 10-15 mg/kg di farmaco per os, per 4-14 gg, in due dosi al giorno. La dose di mantenimento suggerisce di assumere 5-10 mg/kg per os, una volta al giorno.
  • Adenosine (es. Adenoscan, Krenosin): iniziare la terapia con una dose di farmaco pari a 6 mg, per via endovenosa; seguire poi con 20 ml di soluzione fisiologica. Se, dopo un paio di minuti, il paziente non trae beneficio dalla terapia, si raccomanda di procedere con un’ulteriore dose di farmaco (12 mg), da ripetere eventualmente due volte.
  • Mexiletina (es. Mexitil): iniziare la terapia con una dose di farmaco pari a 200 mg, da assumere per via orale ogni 8 ore, quando l’organismo non è in grado di mantenere i valori della frequenza cardiaca nella norma. Prolungare la terapia per almeno 2-3 giorni, anche in caso di scomparsa dei sintomi.
  • Lidocaina (es. Xylocaina, Lidoc C BIN, Xilo MYNOL, Basicaina, Lidoc C/NOR B SAL): iniziare la terapia con una dose di farmaco (analgesico-antiaritmico) alla dose di 1-1,5 mg/kg per iniezione endovenosa. È possibile ripetere ulteriori dosi da 0,5-0,75 mg/kg ogni 5-10 minuti. Non superare i 3 mg/kg. Successivamente, proseguire la terapia con l’ infusione endovenosa continua (1-4 mg/min). In caso di impossibilità di infusione e.v., è possibile somministrare una dose di carico di farmaco per via endotracheale, aumentando la dose di 2-2,5 volte rispetto quella che dovrebbe essere assunta per endovena.

Calcio antagonisti e beta bloccanti : sono due classi protagoniste dei farmaci utilizzati in terapia per la cura dell’ipertensione arteriosa ; possono essere utilizzati in terapia anche per la prevenzione degli episodi di tachicardia, specie nei pazienti predisposti. Calcio antagonisti :

  • Diltiazem (es. Altiazem, Tildiem, Diladel): per il trattamento della tachicardia, iniziare con una dose di farmaco variabile da 30 a 60 mg, da assumere 3-4 volte al giorno. La dose di mantenimento prevede di assumere 180-360 mg di farmaco per os al giorno, in dosi equamente frazionate nelle 24 ore.
  • Verapamil (es. Isoptin, Kata): indicativamente, per la cura della tachicardia, assumere 5-10 mg di farmaco in bolo e.v. di almeno 2 minuti.30 minuti dopo la prima dose, ripetere la somministrazione assumendo 10 mg (quando la risposta iniziale non è adeguata). Le dosi successive devono essere stabilite dal medico sulla base della risposta del paziente alle cure.

Betabloccanti :

  • Metoprololo Tartrato (es. Seloken, Lopresor, Metoprololo AGE ): per la cura della tachicardia, iniziare il trattamento con una dose di principio attivo pari a 100 mg, da assumere per via orale, in 1 o 2 dosi. La dose di mantenimento suggerisce una somministrazione di attivo pari a 100-450 mg al giorno. Le formulazioni a lento rilascio devono essere assunte un’unica volta nel corso delle 24 ore.
  • Esmololo (es. Brevibloc): iniziare la terapia contro la tachicardia con una dose di farmaco pari a 500 mcg/kg nell’arco di un minuto. La dose di mantenimento prevede di somministrare il farmaco alla dose di 50 mcg/kg/min per 4 minuti. Consultare il medico per ulteriori informazioni.
  • Nadololo (es. Corgard): si raccomanda di iniziare la terapia per la tachicardia con una dose di farmaco di 40 mg, da assumere per bocca una volta al giorno. Proseguire con una dose di mantenimento di 40-80 mg, sempre da assumere nella stessa modalità appena descritta. Alcuni pazienti possono aver bisogno di dosaggi elevati, fino ad un massimo di 320 mg al giorno: il dosaggio preciso dipende chiaramente dalle condizioni di salute generale del paziente e dalla gravità della tachicardia.
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Cosa succede se i battiti del cuore sono alti?

Si definisce tachicardia un ritmo cardiaco accelerato, con un numero di pulsazioni al minuto al di sopra di 100 ma che può raggiungere anche il valore di 400. A frequenze così elevate, il cuore non è in grado di pompare efficacemente il sangue ossigenato all’interno del sistema cardio-circolatorio.

Come calmare la tachicardia naturalmente?

I rimedi naturali per l’eretismo cardiaco – La terapia di fondo dell’eretismo cardiaco è l’oligoelemento Manganese-Cobalto, da accompagnare a tutti i rimedi indicati. Se ne assume una fiala sublinguale a giorni alterni, la mattina a digiuno, per un minimo di tre mesi.

  1. Il rimedio naturale più indicato per contrastare l’eretismo cardiaco è l’estratto di foglie di olivo, ricco di oleuropeina, un polifenolo antinfiammatorio, antiossidante e immunomodulante, oltre a lignani e idrossitirosolo, altamente benefici per il sistema nervoso e per quello cardiocircolatorio.
  2. Tonico cardiaco, l’olivo ha un’azione ansiolitica e vasodilatatrice a livello coronarico, regola la pressione e contiene acidi grassi polinsaturi che riducono il colesterolo LDL, mantenendo pulite vene e arterie.

La posologia consigliata è di 2 capsule al giorno di estratto secco di foglie d’olivo, titolato al 12,5% in oleuropeina. Tra i rimedi omeopatici è indicato Lachesis 30 CH monodose quando il soggetto è iperteso e le crisi d’ansia, che nascono soprattutto quando si sente trascurato o attaccato, si accompagnano a tachicardia, violente emicranie e vampate.

Quali farmaci abbassano i battiti?

Appartengono a questa classe di farmaci antiaritmici il propranololo, il sotalolo, il nadololo, l’atenololo l’acebutololoe il pindololo.

Quanto sono pericolosi i battiti alti?

Tachicardia patologica – Esistono divere tipologie di tachicardia considerata patologica, Tra di esse ricordiamo:

La tachicardia parossistica sopraventricolare : caratterizzata da una frequenza cardiaca rapida ma regolare compresa di solito tra 140 e 200 bpm (impulsi al minuto). Assume la forma di episodi intermittenti della durata di vari minuti e i sintomi consistono in palpitazioni, affanno, dolore toracico e talora svenimento. Non è in genere pericolosa e spesso non richiede trattamenti; in presenza di altri disturbi cardiaci o fattori di rischio cardiovascolari il medico vorrà invece fare il possibile per prevenire nuovi episodi.

La fibrillazione atriale : consiste in un’irregolarità del battito cardiaco in cui gli atri (le cavità superiori del cuore) pulsano in modo molto rapido (300-600 bpm) e anomalo. La fibrillazione atriale è l’aritmia più diffusa nella popolazione e la sua prevalenza tende a crescere con l’aumentare dell’età. Non è una patologia che comporta rischi per la vita del paziente ma può avere conseguenze più serie, se non viene inquadrata e curata correttamente.

La tachicardia ventricolare : una grave forma di aritmia con una frequenza cardiaca estremamente rapida, compresa tra 140 e 220 bpm. Generalmente insorge per una grave cardiopatia, come un infarto miocardico o una cardiomiopatia, e può durare da alcuni secondi ad alcune ore. Se non trattata può degenerare nella fibrillazione ventricolare.

La fibrillazione ventricolare : questa aritmia può essere fatale perché la contrazione dei ventricoli è talmente frequente e irregolare da non consentire una gittata cardiaca adeguata e quindi una perfusione cerebrale e coronarica adeguate.

Quali sono i 6 sintomi prima di un infarto?

Introduzione – Un attacco di cuore ( infarto del miocardio ) si verifica quando si blocca il flusso di sangue diretto ad una parte del muscolo cardiaco: se il flusso sanguigno non viene ripristinato in tempi brevi, la sezione del cuore interessata risulta danneggiata dalla mancanza di ossigeno e comincia a morire.

Gli infarti rappresentano la principale causa di morte nei Paesi occidentali, ma oggi ci sono approcci terapeutici in grado di salvare vite umane e prevenire le disabilità che ne derivano: il trattamento è più efficace se viene iniziato entro un’ora dall’inizio dei sintomi. Gli attacchi cardiaci si verificano sopratutto a causa dell’ aterosclerosi : diverso materiale lipidico (grasso) si accumula nel corso degli anni lungo le pareti interne delle arterie coronariche (le arterie che forniscono sangue e ossigeno al cuore) fino a formare una vera e propria placca aterosclerotica,

Con il tempo parte della placca può rompersi, causando un grumo di sangue che si forma sulla superficie della placca. Se il coagulo diventa abbastanza grande può bloccare in parte o completamente il flusso di sangue ricco di ossigeno verso quella parte del muscolo cardiaco alimentata dall’arteria. Shutterstock/Designua Durante un attacco di cuore, se l’ostruzione delle coronarie non viene rapidamente trattata, il muscolo cardiaco comincia a cedere e ad essere sostituito da tessuto cicatriziale. Questo danno al cuore può venire compensato o, al contrario, può causare problemi gravi e di lunga durata.

  • fastidio al torace (in forma di senso di pressione o dolore),
  • fiato corto,
  • disagio nella parte superiore del corpo (può colpire braccia, spalle, collo, schiena),
  • nausea, vomito, vertigini, stordimento, aumento della sudorazione,

Nelle donne, a differenza degli uomini, si verificano con più facilità

  • mancanza di respiro,
  • nausea/vomito
  • e dolore alla schiena o alla mascella.

Se pensate che voi o che qualcuno che conoscete potrebbe avere un attacco di cuore:

  1. chiamate il numero unico delle emergenze (possibile entro 5 minuti dall’inizio dei sintomi);
  2. se i sintomi scompaiono completamente in meno di 5 minuti, chiamate comunque il medico curante;
  3. raggiungere l’ospedale tramite ambulanza, andare con la propria auto potrebbe ritardare il trattamento;
  4. prendere una pillola di nitroglicerina, se il medico ha prescritto questo tipo di farmaco.
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Ogni anno circa 17 milioni di persone nel mondo muoiono a causa di malattie cardiovascolari, in gran parte infarti e ictus, e molte più persone potrebbero riprendersi da questi episodi se ricevessero un aiuto tempestivo: di tutte le persone che muoiono a causa di attacchi cardiaci, circa la metà decede entro un’ora dall’avvertimento dei primi sintomi e prima di raggiungere l’ospedale.

Quanto deve essere il battito cardiaco in base all’età?

Raggiungere la frequenza ideale

Età Intervallo 50-85% (FC ideale) 100% (media FC massima)
20 anni 100-170 battiti al minuto (bpm) 200 bpm
30 anni 95-162 bpm 190 bpm
35 anni 93-157 bpm 185 bpm
40 anni 90-153 bpm 180 bpm

Quale bevanda fa bene al cuore?

Il caffè e il tè contengono polifenoli, sostanze dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, in grado inoltre di regolare il metabolismo dei lipidi e del glucosio, tenere a bada i valori del colesterolo e proteggere l’apparato cardiovascolare.

Qual è il valore normale dei battiti cardiaci?

Tachicardia – La tachicardia è la condizione in cui la frequenza cardiaca è superiore al normale. Il cuore di un adulto sano di solito batte da 60 a 100 volte al minuto, se la persona è a riposo. Se soffrite di tachicardia, gli atri e/o i ventricoli battono anche molto più veloce del normale.

  • Il battito cardiaco è controllato dagli impulsi elettrici che attraversano i tessuti del cuore.
  • La tachicardia si verifica quando il cuore non funziona bene e i segnali elettrici sono troppo rapidi.
  • In alcuni casi può essere asintomatica e non provocare complicazioni.
  • In altri, invece, può alterare gravemente la normale funzionalità cardiaca, aumentare il rischio di ictus o causare l’arresto cardiaco e il decesso del paziente.

Le terapie sono in grado di tenere sotto controllo la tachicardia o i disturbi a monte. Se il cuore batte troppo in fretta, c’è il rischio che non riesca a pompare adeguatamente il sangue nel resto dell’organismo, e quindi gli organi e i tessuti non ricevano una quantità adeguata di ossigeno,

vertigini e capogiro, fiato corto, palpitazioni (battito troppo rapido, che dà fastidio o è irregolare; sensazione di perdere un battito), dolore al torace, svenimento (sincope).

In alcuni pazienti la tachicardia rimane asintomatica e viene scoperta soltanto durante le visite o l’elettrocardiogramma, uno degli esami di controllo del cuore.

Quando mi metto a letto mi batte forte il cuore?

2.Perché viene la tachicardia notturna? – La posizione che si assume durante il sonno è una delle cause principali di tachicardia notturna. Infatti, dormire piegati su un fianco (soprattutto quello sinistro) può aumentare la pressione all’interno della cavità toracica che va a spingere sul cuore, causando le palpitazioni.

  • ansia, stress o depressione: le palpitazioni sono comuni durante gli attacchi di panico che spesso colpiscono di notte;
  • disidratazione e squilibrio di potassio o magnesio, elettroliti necessari al controllo del ritmo cardiaco;
  • fumo di sigaretta;
  • sovrappeso o obesità;
  • febbre;
  • menopausa o gravidanza: i cambiamenti ormonali possono provocare palpitazioni che, però, nella maggior parte dei casi sono innocue;
  • eccesso di alcol, caffeina, cioccolato e alimenti ad alto contenuto di sodio o zucchero.3,4,6

Come capire se è tachicardia da ansia?

Distinguere la tachicardia da ansia da quella cardiologica – La ricerca evidenzia una serie di criteri di riferimento per poter distinguere la tachicardia cardiologica da quella ansiosa, Tra questi la frequenza e ritmo del battito cardiaco, la modalità di insorgenza e remissione, e sintomi di accompagnamento,

  • Generalmente una frequenza cardiaca che si mantiene entro i 130 battiti al minuto rientra in una tachicardia ansiosa, mentre una frequenza superiore ai 150/200 battiti al minuto rientra in una tachicardia cardiologica.
  • Inoltre un battito cardiaco rapido ma regolare è tipico della tachicardia ansiosa o panicosa, mentre un ritmo irregolare è tipico di condizioni cardiologiche.

Anche le modalità di insorgenza e remissione sono criteri utili per la diagnosi differenziale: l’insorgenza della tachicardia nell’attacco di panico è graduale così come lo è la remissione. Nelle aritmie invece si passa bruscamente da un ritmo normale a un ritmo di circa 150 battiti al minuto, e la scomparsa è repentina.

  1. Infine, vi sono dei sintomi di accompagnamento che contraddistinguono le due forme di tachicardia.
  2. Degli esempi sono la presenza di dolori/fastidi al petto che si riscontrano generalmente nelle aritmie, e la presenza di paura e preoccupazione nella tachicardia ansiosa,
  3. In particolare, nell’attacco di panico, la tachicardia solitamente si presenza associata ad altri sintomi.

Vi sono pensieri catastrofici automatici e incontrollati, che portano a leggere i sintomi come pericolosi. Oppure paura di perdere il controllo /d’impazzire, sudorazione, brividi o vampate di calore, tremori, parestesie, nausea o disturbi addominali, senso di asfissia o derealizzazione/depersonalizzazione,

Quando preoccuparsi per la tachicardia?

Come affrontare la tachicardia: quando preoccuparsi – Contattare tempestivamente un medico si rende necessario nel momento in cui il paziente accusi difficoltà respiratorie o dolori al petto che perdurino per diversi minuti o in caso di svenimento. La tachicardia, inoltre, può portare complicanze di vario genere, in base al grado di alterazione della frequenza cardiaca, alla sua durata o alla concomitante presenza di altre patologie o disturbi cardiaci.

Tra le principali complicazioni dovute alla tachicardia possiamo citare quindi la formazione di trombi, ossia coaguli di sangue responsabili di attacchi cardiaci ( infarto del miocardio ) o ictus, Il battito accelerato, come sottolineato in precedenza, comporta un’inefficace azione di pompaggio da parte del cuore e, di conseguenza, insufficienza cardiaca, ossia un insufficiente apporto di sangue agli organi e ai tessuti dell’organismo.

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La tachicardia può comportare frequenti episodi di svenimento. Nei casi di fibrillazione ventricolare, poi, come abbiamo visto, il paziente può andare incontro a morte improvvisa in seguito ad arresto cardiaco,

Quali sono i campanelli d’allarme per un infarto?

Quali sono i sintomi di un infarto? – I sintomi dell’infarto possono essere confusi con quelli di altre patologie, meno gravi, come il dolore allo stomaco. Diventa fondamentale, quindi, conoscerli e saperli riconoscere tempestivamente per attivare i soccorsi il prima possibile. I sintomi più frequenti sono:

dolore toracico prolungato, che aumenta progressivamente provocando un senso di oppressione e soffocamento dolore nella zona delle spalle e della schiena, che a volte si estende anche alla parte estrema delle braccia o alla mandibola nausea e vomito, spesso provocati o accompagnati da un senso di forte oppressione alla bocca dello stomaco difficoltà respiratoria (sensazione di fiato corto), con sudorazione fredda e senso di svenimento,

Quanti battiti deve avere una donna?

Quanti devono essere i Battiti per Minuto? – In condizioni normali, in un minuto, il ciclo cardiaco si compie circa 70 volte, quindi si registrano 70 battiti del cuore, Negli atleti che si allenano con regolarità, la frequenza riposo è mediamente di circa 50 battiti al minuto,

Come si fa a sapere se il cuore sta bene?

Quali sono gli esami da fare per il cuore? – Il primo passo per valutare la salute del cuore è una visita specialistica che generalmente si divide in due momenti: l’ anamnesi, in cui lo specialista indaga i sintomi riferiti dal paziente, il suo stile di vita, un’eventuale familiarità per altre malattie, e l’ esame obiettivo, attraverso il quale il medico visita il paziente, osservandolo, auscultando il ritmo del battito cardiaco, con la presenza di eventuali soffi ed il respiro, controllandone la pressione e la frequenza cardiaca, la pulsatilità dei polsi arteriosi e lo stato dei vasi venosi, la presenza di eventuali rigonfiamenti degli arti inferiori o dell’addome.

Successivamente, possono essere prescritti successivi esami di approfondimento, come: ● Elettrocardiogramma, a riposo e sotto sforzo: è un esame non invasivo che registra l’attività cardiaca mediante degli elettrodi posti sul corpo del paziente collegati all’elettrocardiografo, uno strumento in grado di tracciare graficamente su carta l’attività del cuore.

● Ecocolordoppler cardiaco : permette di identificare numerose malattie cardiache e monitorare la loro evoluzione nel tempo (attraverso questo esame il cardiologo può visualizzare le camere cardiache, misurare le loro dimension i, valutare la funzione di pompa del cuore e lo stato delle valvole cardiache ).

  • Holter ECG e Holter Pressorio: è un dispositivo portatile che consente di registrare l’elettrocardiogramma o la pressione arteriosa per un tempo prolungato e che può essere utilizzato anche per oltre 24 ore.
  • TAC coronarica: è uno strumento diagnostico che si utilizza per identificare il decorso e un’eventuale malattia delle arterie coronarie, che irrorano il muscolo cardiaco, rilevandone eventuali lesioni aterosclerotiche,

Se l’esame dovesse evidenziare un importante restringimento di una coronaria, lo specialista potrà richiedere ulteriori esami di approfondimento, come la coronarografia, procedura che, in molti casi, oltre a confermare la diagnosi, può anche essere terapeutica, consentendo di ripristinare un adeguato flusso di sangue al cuore.

Risonanza magnetica: permette di valutare patologie a carico del cuore e delle valvole cardiache, come cardiopatia ischemica, cardiomiopatie dilatative, miocarditi, cardiomiopatie ipertrofiche, cardiopatie congenite, valvulopatie, malattie del pericardio. Può essere anche impiegata per indagare eventuali patologie vascolari,

Scintigrafia miocardica di perfusione : consente di rilevare eventuali anomalie nella distribuzione del flusso sanguigno al cuore mediante la somministrazione di un radiofarmaco.

Come abbassare i battiti cardiaci troppo alti?

2. Lunghi, lunghi, lunghi – Altrettanto importante, per abbassare la frequenza cardiaca, sono i lavori lunghi lenti, Gli sforzi brevi e intensi, infatti, non sono sufficienti. Camminate veloci prolungate (almeno un’ora), lunghi di corsa a ritmi blandi, macinare km in bici ma in piano e senza accelerazioni: tutte queste attività allenano il vostro cuore ad abbassare il battito cardiaco durante lo sforzo, proprio perché imparerà a sostenere un’attività a lungo senza picchi e, di conseguenza, abbasserà la frequenza cardiaca media durante lo sforzo.

Qual è il valore normale dei battiti cardiaci?

Tachicardia – La tachicardia è la condizione in cui la frequenza cardiaca è superiore al normale. Il cuore di un adulto sano di solito batte da 60 a 100 volte al minuto, se la persona è a riposo. Se soffrite di tachicardia, gli atri e/o i ventricoli battono anche molto più veloce del normale.

Il battito cardiaco è controllato dagli impulsi elettrici che attraversano i tessuti del cuore. La tachicardia si verifica quando il cuore non funziona bene e i segnali elettrici sono troppo rapidi. In alcuni casi può essere asintomatica e non provocare complicazioni. In altri, invece, può alterare gravemente la normale funzionalità cardiaca, aumentare il rischio di ictus o causare l’arresto cardiaco e il decesso del paziente.

Le terapie sono in grado di tenere sotto controllo la tachicardia o i disturbi a monte. Se il cuore batte troppo in fretta, c’è il rischio che non riesca a pompare adeguatamente il sangue nel resto dell’organismo, e quindi gli organi e i tessuti non ricevano una quantità adeguata di ossigeno,

vertigini e capogiro, fiato corto, palpitazioni (battito troppo rapido, che dà fastidio o è irregolare; sensazione di perdere un battito), dolore al torace, svenimento (sincope).

In alcuni pazienti la tachicardia rimane asintomatica e viene scoperta soltanto durante le visite o l’elettrocardiogramma, uno degli esami di controllo del cuore.

Qual è la massima frequenza cardiaca?

Secondo questa regola la frequenza cardiaca massima teorica si calcola sottraendo a 220 la propria età.